Strade chiede tutele per il lavoro autoriale in editoria

L’editoria libraria è la prima industria culturale del paese, ma si fonda su un modello produttivo insostenibile basato su un continuo aumento della produzione.
In questo scenario, le figure autoriali – chi scrive, traduce, disegna – sono tra le peggio retribuite e meno tutelate: da un lato, la violazione sistematica della legge sul diritto d’autore, che prevede compensi adeguati e proporzionati al valore dei diritti ceduti, impedisce l’equa distribuzione del valore generato dal lavoro; dall’altro, l’assenza di inquadramento per le mansioni autoriali comporta il mancato accesso alle tutele previdenziali e assistenziali.
Strade lotta per i diritti di traduttrici e traduttori e, restando in ascolto di chiunque voglia difendere la dignità del lavoro di chi i libri li crea, lancia alcune rivendicazioni chiave per il pieno riconoscimento di autrici e autori: la contrattazione collettiva, una legge sulle mansioni autoriali, politiche culturali per il lavoro editoriale.
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Intelligenza Artificiale
È stata creata la nuova sezione del sito “Intelligenza Artificiale” in cui sono raccolti tutti i documenti, i materiali e le informazioni relativi all’attività di Strade sul tema.
In questa sezione si trovano i documenti che Strade ha finora elaborato, i documenti di altre associazioni che Strade ha sostenuto e rilanciato, gli eventi a cui Strade ha preso parte oltre a informazioni sul lavoro del Gruppo di lavoro sull’IA di Strade.
Strade aderisce allo Sciopero generale della cultura

Il 12 giugno è sciopero generale della cultura
Circa un anno fa, Strade ha risposto all’appello di Mi Riconosci: dopo averli incontrati in un’assemblea pubblica, abbiamo preso parte, insieme ad associazioni, movimenti, sindacati, alla costruzione di una piattaforma condivisa per uno sciopero generale della cultura.
Infatti, lo sfruttamento del lavoro editoriale – e di quello autoriale in particolare – è cosa nota tra chi traduce. Ma la condizione in cui versa il lavoro culturale in altri comparti non è certo migliore, dalla produzione culturale alla tutela e conservazione del patrimonio.
Cambiano gli inquadramenti e il mansionario, cambia il datore o il committente, ma in qualunque ambito le condizioni sono simili: precarietà, discontinuità, isolamento, compensi e salari da fame e forme contrattuali anacronistiche, anche per la mancata applicazione di un contratto collettivo adeguato. È il caso di migliaia di autrici e autori editoriali, ma non solo.
Questa situazione è il risultato di scelte politiche e industriali che per decenni hanno preferito il contenimento del costo del lavoro all’investimento per dare un indirizzo al settore. Così, musei e biblioteche esternalizzano o chiudono, le imprese si fanno concorrenza aumentando la produzione sulle spalle di chi lavora e le condizioni di accesso a spazi e prodotti culturali rimangono proibitive.
Lo sfruttamento del lavoro culturale si traduce nella brandizzazione e nella svendita del patrimonio, nell’arricchimento di pochissimi e nell’esclusione di molte e molti dalla cultura come diritto di democrazia e libertà.
Tra i fattori che ci hanno portati a questo punto c’è la limitazione del diritto di sciopero nel settore culturale. Questo è vero sia per chi si occupa di beni culturali, che dal 2015 sono considerati servizi pubblici essenziali e dunque soggetti a una disciplina particolare, sia per lavoratrici e lavoratori autonomi e precari, che operano su commissione e faticano a rendere visibile l’astensione dal lavoro.
Per tutti questi motivi, il settore culturale si ferma un giorno intero, per la prima volta dagli anni Settanta. Grazie all’indizione di FP CGIL, insieme a COBAS, CUB, NIDIL CGIL e altre sigle, siamo pronte e pronti a incrociare le braccia, con le migliaia di lavoratrici e lavoratori attivi nella conservazione e nella produzione culturale.
Per partecipare, venerdì 12 giugno puoi fare quattro cose:
– imposta un messaggio di risposta automatica dalla tua casella di posta professionale, in cui indichi le ragioni dello sciopero e rimandi al sito di Strade o di Mi Riconosci;
– carica l’immagine qui sopra come foto del profilo temporanea;
– scendi in piazza (segui il sito e i canali social di Mi Riconosci per sapere cosa è stato organizzato nel tuo territorio);
– compila lo Scioperometro di Strade (versione ad hoc per lo sciopero generale della cultura).
Perché la cultura è lavoro!
Strade chiede tutele per il lavoro autoriale in editoria

L’editoria libraria è la prima industria culturale del paese, ma si fonda su un modello produttivo insostenibile basato su un continuo aumento della produzione.
In questo scenario, le figure autoriali – chi scrive, traduce, disegna – sono tra le peggio retribuite e meno tutelate: da un lato, la violazione sistematica della legge sul diritto d’autore, che prevede compensi adeguati e proporzionati al valore dei diritti ceduti, impedisce l’equa distribuzione del valore generato dal lavoro; dall’altro, l’assenza di inquadramento per le mansioni autoriali comporta il mancato accesso alle tutele previdenziali e assistenziali.
Strade lotta per i diritti di traduttrici e traduttori e, restando in ascolto di chiunque voglia difendere la dignità del lavoro di chi i libri li crea, lancia alcune rivendicazioni chiave per il pieno riconoscimento di autrici e autori: la contrattazione collettiva, una legge sulle mansioni autoriali, politiche culturali per il lavoro editoriale.
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Più forti insieme: AITI e StradeLab firmano un protocollo d’intesa

Il 29 settembre 2026, a Milano, Karen Whittle, presidente nazionale di AITI, ed Eva Valvo, rappresentante legale di StradeLab, hanno firmato un protocollo d’intesa tra le due associazioni che consolida una collaborazione avviata ormai da anni. L’intesa ha uno scopo preciso: condividere competenze, esperienze e risorse, e proporre iniziative a sostegno della traduzione editoriale, e di chi la esercita per mestiere, nel rispetto dell’identità e della specificità di entrambe le associazioni.
Come ha ricordato Karen Whittle nel suo intervento, AITI e StradeLab lavorano fianco a fianco da circa dieci anni nel Laboratorio FAAM di Milano, dove organizzano i TableT, momenti di confronto sui temi pratici e teorici della traduzione editoriale, resi possibili dal lavoro delle loro organizzatrici: Laura Cangemi, Alba Mantovani, Giovanna Paterniti, Roberta Scarabelli e Loredana Serratore.
«È soltanto mettendo insieme le forze che possiamo pensare di dare il giusto supporto alle traduttrici e ai traduttori editoriali e dare il giusto valore al nostro lavoro, spesso ignorato, incompreso e sicuramente sottovalutato», ha sottolineato la presidente di AITI. Il protocollo è un segno concreto della volontà di proseguire su questa strada.
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Al via il progetto Tandem di traduzione
StradeLab ha il piacere di segnalare il Tandem di traduzione, un’iniziativa realizzata con il sostegno del Fondo per il Diritto di Prestito Pubblico tramite Calibro (Italia) e con la collaborazione della Translation House Looren (Svizzera).
Il bando è rivolto a traduttrici e traduttori da e verso l’italiano.
Il progetto prevede la formazione di coppie composte da due persone che lavorano nella medesima combinazione linguistica ma in direzione opposta, e che collaboreranno condividendo dubbi, problemi e soluzioni a partire dalle rispettive traduzioni in corso. Il tempo dedicato al lavoro condiviso (12 ore complessive per ciascuna coppia) è retribuito.
Il progetto si svolgerà in modalità online a partire da novembre 2026 fino a aprile 2027.
La scadenza per presentare la candidatura è il 20 ottobre 2026.
Tutti i dettagli sono disponibili nel bando.
TableT di San Girolamo

Quest’anno il TableT festeggia in grande San Girolamo, protettore dei traduttori, con un’intera giornata di incontri sulla traduzione. L’organizzazione è a cura di AITI e StradeLab, con la collaborazione di Calibro e del Laboratorio FAAM, che ospita gli incontri, e il sostegno del Fondo per il diritto di prestito pubblico presso il Ministero della cultura e di AITI Lombardia.
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